Reportage

SAN GIO' VIDEO FESTIVAL

RELAZIONE SAN GIÒ 2009

Dopo 5 giorni pieni di proiezioni, di confronti, di incontri, internazionali , il San Giò Video Festival 2009 va agli archivi, iscrivendo subito il grande successo di pubblico, migliaia i veronesi e i turisti che sera dopo sera hanno seguito le novanta opere in concorso, e ricordando i premi che le giurie internazionali e locali hanno assegnato. Il Festival ha ospitato più di venticinque persone, provenienti da tante parti del mondo dal Professor Owen Shapiro dell’Università di Syracuse (N.Y.) allo scrittore Ben Davies , londinese, da Juan Ferrer, giornalista spagnolo al regista canadese Éric Falardeau, dal regista berlinese Alessandro di Todaro al regista di Hong Kong Ma Kam Fung, senza dimenticare la Professoressa Cristina Bragaglia dell’Università di Bologna, il grande fotografo argentino Héctor Zampaglione e altri ancora.
Il premio Pari Opportunità “Immagine Donna” voluto e promosso dall’assessorato Pari Opportunità del Comune di Verona, è stato assegnato dalla Giuria composta da Patricia Guy, Christine Shapiro e Letizia Georgiele a “Ellas se aman” di Laura Astorga Carrera,un video che mette in discussione il ruolo femminile in una società maschilista e improntata sui soldi. Una menzione speciale è stata data a “Invisibile Loneliness” del taiwanese Jung Hsien Lin.
Il Premio San Giò Festival 2009 per il miglior video lungometraggio è stato assegnato dalla Giuria, formata da Piero Matteini, Maria Jesus Hoyos e Paolo Micalizzi, a “From Somewhere to Nowhere” dello svizzero Villi Hermann,,con la motivazione: “Perché introduce lo spettatore in una Cina rurale e della classe operaia in contraddizione con una Cina da cartolina”, la stessa Giuria ha attribuito una menzione speciale a “Tianmu” (Il miraggio) del cinese Zhou Hongbo.
Il Premio miglior video dei corti è stato assegnato a maggioranza dalla Giuria composta da Cristina Bragaglia, Marta Fracassetti, Ben Davies, Alessandro di Todaro, Owen Shapiro e Francesco Torre allo spagnolo “Porque hay cosas que nunca se olvidan” di Lucas Figeroa. Premio come miglior video di animazione a “Ollo” di Marc Hericher, miglior regia a Marian Crisma per “Megaton”, miglior fotografia a “Pankaj Kumar per “Andheri” dell’indiano Sushrat Jain, Miglior sceneggiatura a Mustafa Emin Buyukcoskun per il suo “Sardunya”, miglior montaggio a Sevada per il suo “3 Colors in black and white”, Miglior protagoniste Dayanara Guevara e Liliana Biamonte per “Ellas se aman” di Laura Astorga Carrera. Miglior musica a Pierre Bertaud du Chauzaud per “Glong” di Romani Blanc-Tailleur e Damien Pelletier
La Giuria San Giò Social Club ha assegnato il Premio Confesercenti Verona all’australiano “Bird” di Melanine Brunt, “Un video intenso e di grande impatto emotivo che riapre, in modo rapido, la problematica viva e sofferta della droga”.
La stessa Giuria ha assegnato il Premio Dino Coltro, istituito dalla GVS per premiare il video che meglio esprime i valori della tradizione, a “Color of Paradise” di Jie Zhu, video che racconta i rapporti tra una bimba e il suo nonno.
Il Premio Unicef è stato assegnato da una giovane giuria a “Megaton” di Marian Crisan.
Il Premio Logan per il video più elegante a “Winterstilte” di Sonja Wyss.
Il Premio Soave Ways, che celebra la soavità della vita, a “Questa notte è volata via” di Elisa Bertolotti.
Il Premio Saladini al senegalese “Notre Pain Capital” Di Sani Elhadj Magori.
La Giuria Giovani ha premiato il duro “Coming home” del ventisettenne quebechese Èric FalardeauI, la stessa giuria unita a quella Unicef ha affidato il Premio Giorgio “Maestro” Tarocco per l’opera tecnicamente più innovativa a “Ollo” un disegno animato dell’Ensad firmato da Marc Hericher. Gli stessi giovani hanno designato come peggior film del Festival “Porque hay cosas que nunca se olvidan”.
Il premio “Mario dall’Argine” per la cultura cinematografica al giornalista Juan Ferrer.
Tanti premi per un Festival che d’estate racconta storie a Verona.
Lorenzo Magnabosco

Twilight (USA, 2008)


Titolo Originale Twilight
Diretto da Catherine Hardwicke
Genere Romantico, Fantasy
Release 21 novembre 2008 (Italia)
Runtime 121 minuti
Paese USA
Lingua Inglese
Cast Kristen Stewart, Robert Pattinson, Taylor Lautner

Castelli grigi e angusti, specchi riflettenti, scricchiolii.
E’ consigliabile dimenticarsi delle classiche maison vampiresche stile Buffy o Bram Stoker, Twilight si occupa d’altro.
Giovani rampanti di buona famiglia, affascinanti, pallore cadaverico, denti leggermente aguzzi, eccoli i vampiri della new generation. Non sono morbosamente incollati al sangue, ma cercano una via di fuga dalla mostruosità che li caratterizza, hanno centinaia di anni e sono avvolti da nubi di grigio mistero.
Una storia interessante, anche se non troppo nuova neppure nella scelta dei nomi (Bella, la protagonista, ha un che di vagamente Beauty and The Beast), ma nel suo complesso raccontata senza scalpori o puntando su baci – sesso – bevute a mezzanotte. E’ un racconto rischioso, dal punto di vista del botteghino, poiché cerca il consenso dei fans più che il sì degli spettatori nuovi a questa vicenda. Non ci sono momenti d’intimità eclatanti e nessuno viene brutalmente assassinato davanti ai nostri occhi, una storia d’amore “pulita”, il cui cavallo di battaglia sono le musiche (quasi metafisiche) che scivolano sui due personaggi principali, Edward, il vampiro buono, e Bella, la ragazza solitaria e gli sguardi che i due innamorati si lanciano, altri tempi davvero. Hanno tutto in comune: la pelle bianchiccia, la passione per gli angolini in cui farsi gli affaracci propri, il coraggio di rischiare, lanciarsi in un’avventura piuttosto complessa: amare la preda, il pranzo…
Fa piacere, oggi, notare come anche un film che punta sugli adolescenti, maggiormente, possa rivelarsi attento a non cadere sul banalissimo “moccia-style”, ma lancia, invece, con affetto occhiate al fantasy pur lasciando quell’aria da romanticismo diciasettenne. C’è in generale una buona dose di castità, pur strizzando l’occhio ai telefilm che hanno accompagnato (alcune) generazioni: Dawson’s Creek, The OC…
Nulla a che vedere col romanzo (anzi, con la serie di libri), questa mia recensione, guardo puramente la pellicola e, seppur all’acqua di rose nel suo finale – ballo di fine anno con lucette, vestitini, patio guardacaso sgombro da coppiette indesiderate, risulta nel complesso un film girato ecletticamente ma senza troppe cadute di stile, che non si lascia abbordare dai pateticismi anzi, forse imbarazza la sua delicatezza nel mostrarci i due giovani innamorati impossibili e tenta, goffamente, di lanciarci un messaggio filosofico: il bene e il male a priori non esistono nella natura umana, sono le scelte che facciamo a decifrare il nostro io.

di Clara Ramazzotti

Juno (USA,2007)

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L'amore giovane (USA, 2005)

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The Dukes (USA, 2007)


Titolo Originale The Dukes
Diretto da Robert Davi
Genere Commedia
Release Festa del Cinema di Roma, sezione première, ottobre 2007
Runtime 94 minuti
Paese USA
Lingua Inglese
Cast Chazz Palmintieri, Robert Davi, Peter Bogdanovich

George Zucco e Danny Depasquale (Chazz Palmintieri e Robert Davi) sono due ex cantanti di doo-wop (musica vocale in voga neglii anni Cinquanta in America) e si trovano ormai sul viale del tramonto e senza il becco di un quattrino. Hanno vite familiari disastrose e lavorano come cuochi nel ristorante di Zia Vee, ma con l’aiuto del loro agente (Peter Bogdanovich) cercano in ogni modo di tornare sulla cresta dell’onda. Un giorno a Gorge salta un incisivo, e si reca da un dentista insieme a Danny. Li i due scoprono l’esistenza di un laboratorio odontoiatrico dove si trova una cassaforte piena d’oro, e decidono di rapinarlo. Il colpo che dovrà cambiare le loro vite neanche a dirlo, si rivelerà disastroso, ma sarà l’occasione per ritrovare la fiducia in loro stessi, ritrovare i vecchi amici e scoprire che non tutto è andato perduto.

Onora il padre e la madre (Usa, 2007)


Titolo Originale Before the devil knows you're dead
Diretto da Sidney Lumet
Genere Drammatico
Release anteprima Festa del cinema di Roma sezione CINEMA 2007 Fuori Concorso, gennaio 2008 (Italia)
Runtime 123 minuti
Paese USA
Lingua Inglese
Cast Philip Seymour Hoffman, Ethan Hawke, Marisa Tomei, ALbert Finney

“…May you be in heaven half an hour before the devil knows you're dead”. La voce fuori campo pronuncia queste parole (prese da un celebre brindisi irlandese) presagio annunciato dell'intreccio di storie e situazioni di questa pellicola, firmata dall’ottantareenne Sidney Lumet.
Andy (Philip Seymour Hoffman) lavora per una società di consulenza ed ha una moglie bella e attraente. Suo fratello minore Hank (Ethan Hawke) è separato dalla moglie e ha una figlia da mantenere. Diversissimi tra loro, nell’aspetto e nel carattere, entrambi hanno problemi di denaro e decidono di fare una rapina che risolverà i loro problemi economici. Ma l’obiettivo della rapina è la gioielleria dei genitori.

Tocatì 2007 Recuperare luoghi ed identità

Questo lo scopo della manifestazione per il sindaco Flavio Tosi e per l’assessore Erminia Perbellini

A poche ore dal taglio del nastro che decreterà l’inizio della quinta edizione del Tocatì, abbiamo raccolto la dichiarazione del sindaco di Verona, Flavio Tosi: “Il Tocatì, festival internazionale dei giochi in strada che animerà sino a domenica le più belle piazze e vie del centro storico di Verona, è un evento unico in Italia e in Europa nell’ambito della promozione di valori importanti come il recupero e la rivalutazione delle tradizioni proprie della storia e dell’identità di ogni comunità. La manifestazione, che si caratterizza anche per l’attenzione dedicata ai valori della sostenibilità e del rispetto dell’ambiente, quest’anno gode inoltre del patrocinio del ministero dei beni culturali.
A nome dell’Amministrazione non posso che dare il benvenuto a tutte le comunità ludiche presenti, in particolare alla Croazia, ospite di quest’anno, e augurare a tutti buon divertimento e buona permanenza nella nostra città”.

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