Sul Lungadige S. Giorgio, accanto alla fortificazione austriaca, ha sede la “Cucina del Festival”, dove si potranno assaggiare i piatti tipici veronesi. Il servizio è gestito dalla struttura Riesco, che, come ci spiega il presidente Marco Chinello, è una cooperativa sociale di tipo B, per l’inserimento lavorativo di persone disabili e svantaggiate. Si tratta della loro prima esperienza al Tocatì, ma hanno già partecipato ad una manifestazione simile, la Maratona di Padova.
Gli chef Luigi Scia, vicepresidente dell’Associazione cuochi di Padova e provincia, e Michele Organte, ci hanno illustrato il menù che verrà proposto nei tre giorni di Festival (come sotto riportato).
Oltre ai piatti tradizionali degli scorsi anni sarà possibile gustare il ragù d’anatra, tipico di un po’ tutto il territorio della campagna veneta, e la faraona, piatto di corte, completamente disossata e cotta a vapore sottovuoto per due ore e quaranta minuti, e accompagnata da una salsa di pinoli e prezzemolo.
Altro piatto da provare è il pasticcio di zucca e porri, che esalta sapori molto spesso trascurati.
Alcuni studenti della scuola alberghiera collaboreranno al servizio; gli chef potranno così testare la loro preparazione! Gli studenti serviranno inoltre al Gran Galà che si svolgerà in serata a Palazzo Forti.
La prospettiva di un afflusso numeroso di visitatori, non spaventa i responsabili, che stimano 18.000 pasti, circa 750 all’ora per 600 posti a sedere.
Alessandra Cropelli, Enrica Innocente
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