Intervista a Franco Grosso, coordinatore della mostra.
Come nasce l’idea della mostra sul gioco e la pietra?
L’idea nasce da una ricerca del curatore con particolare attenzione all’originalità del gioco.
La mostra è allestita dal DocBi, Centro Studi Biellesi, ed è curata da Carlo e Luca Gavazzi con la collaborazione di Bruno Cremona. La mostra propone lo studio compiuto sul gioco dal titolo originale “l’orso e i suoi fratelli” di paternità biellese, che deve la sua importanza all’originalità della forma delle incisioni su pietra. I calchi in gesso e granito, esposti nella mostra, rappresentano diversi giochi con pedine, tra i quali ad esempio il tris e guardie e ladri. Questi manufatti, che recano una somiglianza con altri ritrovati in Turchia, testimoniano un richiamo all’antichità.
Che tipo di gioco è “L’orso e i suoi fratelli”?
Si tratta di un tavoliere inciso nella pietra con intersezioni tra linee in cui si spostano le pedine al fine di “intrappolare” l’orso.
Alessandra Cropelli, Enrica Innocente
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